venerdì 30 marzo 2012

4 aprile 2012- Lettera alla stampa:" Rivogliamo la giornata nazionale della ricerca di una cura per le lesioni spinali!"


Spett.le redazione,
mi chiamo Loredana Longo, abito in provincia di Pavia, ho 28 anni e da quasi undici sono costretta su una sedia a rotelle a causa di un banale incidente d’auto. Mi scuso se questa nota vi sembrerà un po’ lunga, ma vi pregherei di leggerla fino in fondo. Io sono la portavoce di “Sruotiamoci”, un gruppo di mielolesi che ha come obiettivo quello di sensibilizzare l’opinione pubblica per garantire il supporto alla ricerca medica di una cura per le lesioni spinali croniche. Crediamo e sosteniamo proposte a favore di questo tipo di ricerca, perché le recenti scoperte scientifiche hanno dimostrato che ora curarci non è più fantascienza, ma una concreta possibilità. Molti ricercatori a livello mondiale si stanno occupando di mielolesione ad esempio in Svizzera è già iniziata una sperimentazione sull’uomo e a breve ne partirà una anche in Spagna. Per noi è essenziale che si trovi una cura per le lesioni spinali croniche, di fatto le acute lo diventano presto. Tutte le nostre iniziative infatti, (dalla mostra, al video, alle varie interviste di sensibilizzazione) servono e serviranno a far capire veramente cosa significa vivere con una lesione spinale cronica e a far sì che questa diventi, ci auguriamo presto, una patologia curabile. Dati alla mano è dimostrato che per la maggior parte dell’opinione pubblica, una persona con lesione spinale è un soggetto che ha subito “solo” la perdita dell’uso delle gambe e di conseguenza è costretto a spostarsi con una carrozzina. Da qui nasce l’idea che la barriera architettonica sia il peggiore dei nostri mali. Purtroppo un mieloleso subisce tantissime altre conseguenze molto invalidanti che pare non emergano quando si parla della nostra disabilità. Quello che “non tutti sanno” è che il "trauma" può causare la completa inefficienza di tutta la parte del corpo che si trova al di sotto del livello della lesione e soprattutto che nella maggior parte dei casi oltre alla perdita del movimento degli arti (spesso anche di quelli superiori), si perde anche la possibilità di sentire ad esempio una carezza. Ci si ritrova completamente dipendenti da persone e/o ausili; si pensi ad esempio che nella maggior parte dei casi diventa impossibile anche espletare autonomamente i normali bisogni fisiologici. Cosa più grave è che non tutti si rendono conto che si può diventare mielolesi in tantissimi modi e soprattutto fin troppo facilmente. Ti possono “spaccare la schiena”: un incidente d’auto o di moto (questo il modo più frequente), ma anche malattie, tuffi e stupide cadute (a casa e sul lavoro) da scale, alberi, biciclette, etc. In Italia si stima siano circa 80 mila le persone con esiti di lesione al midollo spinale di cui i 2/3 hanno una età inferiore ai 50 anni. Ogni anno diventano para-tetraplegiche nel nostro paese circa 1.500-2.000 persone (almeno quattro/cinque al giorno). Se il 4 aprile 2010, “Giornata Nazionale della Persona con Lesione al Midollo Spinale”, tutti loro avessero donato anche solo un euro, la cifra raccolta sarebbe stata di gran lunga superiore ai 40.000 euro faticosamente racimolati dalla FAIP (Federazione delle Associazioni Italiane Para-Tetraplegici); chiediamoci perché non l'hanno fatto? Sarà stato un problema di comunicazione forse? O semplicemente, bisognerebbe dimostrare ai “potenziali finanziatori” che si supporta con convinzione qualcosa in cui si crede veramente e non solo per far vedere ad altri che lo si sta facendo? Quello che è grave è che nel 2011 non è stata nemmeno ripetuta la raccolta fondi. E qual è stato il tema trattato? La convenzione Onu sui diritti dei disabili. E quest’anno? Le prime avvisaglie non sembrano promettere bene. Ricordo che la nostra giornata è nata grazie ad una raccolta firme di più di 20.000 persone che lottavano perché fosse istituita “La giornata della ricerca di una cura per le lesioni spinali” (vi sono numerose altre patologie che ne possiedono una) e non la giornata dei diritti dei disabili, quella fortunatamente già esiste, è il 3 dicembre, né tantomeno quella contro le barriere architettoniche, anche quella già esiste è il 2 ottobre. Questo cambio di nome, non sembra aver aggiunto qualcosa, come si presumerebbe, ma pare invece abbia snaturato l’anima della giornata, disattendendo le aspettative di tutti quelli che come me l’hanno fortemente voluta e supportata. C’è parso che la ricerca medica di una cura per i mielolesi, sia stata abbandonata a sé stessa e che i messaggi che troppo spesso arrivano alle gente non rendano giustizia alla nostra condizione fortemente invalidante. Senza contare che le poche sperimentazioni in atto, spesso sono destinate a mielolesi “acuti”, lasciando noi “cronici” (che spesso le finanziamo) senza speranza. Purtroppo sono tantissimi i mielolesi cronici che non possono muoversi dalle loro case per colpa delle conseguenze di una lesione spinale; molti sono costretti a letto, magari attaccati ad un respiratore
con piaghe da decubito e/o infezioni urinarie che complicano enormemente la nostra vita. Senza contare che non sempre c’è una famiglia che ti sta vicino e ti supporta sia a livello affettivo che economico. Ma tutto questo per la nostra patologia non emerge, di noi si parla solo come storia da salotto televisivo, descrivendo persone che ce la fanno a diventare “qualcuno”, (campioni di sport per disabili ad esempio). Senza contare che pare vengano trasmessi solo spot a supporto dell’abbattimento delle barriere o che trasmetto il messaggio: “possiamo fare tutto lo stesso nonostante la lesione”. Purtroppo sono messaggi fuorvianti. Infatti, per una persona con un buon grado di autonomia ce ne sono almeno altre 3 che non riescono letteralmente nemmeno a tenere in mano un cucchiaio a causa della mielolesione, ma quelle purtroppo NON SI VEDONO. Inoltre, come avrete spesso constatato, in molti si recano in paesi esteri ed effettuano viaggi della speranza atti a testare “miracolose cure” super costose e non scientificamente validate che di fatto, spesso comportano conseguenze fisiche e mentali ancora più gravi soprattutto in persone oramai disperate per colpa delle gravi conseguenze che una lesione spinale può causare a livello personale, affettivo ed economico (sapete ad esempio quanto costano gli ausili di cui necessitiamo?). Perché quindi non restituire alla giornata del 4 aprile il suo significato originario? E perché non supportare sperimentazioni sull’uomo gratuite e valutate seriamente, in modo scientifico, anche in Italia? Se si arrivasse ad una cura, sarebbero molti i benefici: etici, economici e soprattutto a livello di qualità della vita e probabilmente non solo per la nostra patologia. Per questo crediamo che la lotta all’abbattimento delle barriere di ogni tipo sia importante ma che debba assolutamente andare di pari passo con il supporto alla ricerca per far sì che la lesione spinale diventi curabile per noi e per quelli che purtroppo potrebbero trovarsi in un futuro ad affrontare tutto quello che una mielolesione comporta. Di fatto è evidente che anche se il mondo fosse completamente piatto, ahimè le gravi conseguenze che la lesione comporta rimarrebbero. Senza contare che probabilmente, una cura per la nostra patologia potrebbe essere applicata anche ad altre malattie simili. Ciò che ho detto finora è assolutamente in linea con quanto previsto dalla raccomandazione europea 1560/2002 che al punto 6 afferma: “L’assemblea crede che, come parte della politica complessiva per le persone con disabilità, sforzi più intensi debbano essere compiuti per ottenere progressi più ampi nella ricerca, disposta al fine di scoprire una cura per lesioni spinali”. Vi ringrazio anticipatamente per il tempo che vorrete gentilmente dedicare a documentarvi e supportare la nostra causa.

                                                                                                                                  Cordialmente.
                                                                                                                            
f.to Loredana Longo



Sruotiamoci…dove e come trovarci!
https://www.facebook.com/groups/sruotiamoci/doc/210864892347434/
“La vera storia di tuttinpiedi”:
http://cellulestaminaliebombeatomiche.blogspot.it/search?q=la+vera+storia+di+tuttinpiedi
IV Giornata nazionale: http:
http://cellulestaminaliebombeatomiche.blogspot.it/2011/04/iv-giornata-nazionale-della-persona-con.html
Testo Raccomandazione 1560/2002 adottata dall'Assemblea Parlamentare
Europa il 26 aprile 2002.
http://assembly.coe.int/Main.asp?link=/Documents/AdoptedText/ta02/EREC1560.htm
Doc. 9401 27 marzo 2002 (ITALIANO) contiene il testo della raccomandazione ed inoltre tutte le argomentazioni a supporto di questa.
http://www.lesionispinali.org/pagina.php?l1=4&l2=31&l3=139

Questo articolo, mandato alle redazioni, è stato pubblicato da "Il Lunedì" del 02/04/2012, articolo a cura di Davide G. Zardo

ARTICOLO SCANNERIZZATO

domenica 25 marzo 2012

Sruotiamoci arriva al Corriere della Sera

...ne abbiamo le gomme piene!


Gruppo (FaceBook) aperto,  fino ad oggi conta 200 iscritti e ha come obbiettivo:




SENSIBILIZZARE L' OPINIONE PUBBLICA PER GARANTIRE IL SUPPORTO ALLA RICERCA MEDICA DI UNA CURA PER LE LESIONI SPINALI CRONICHE.



E-mail: sruotiamoci@gmail.com


Canale youtube:  http://www.facebook.com/www.youtube.com%2Fuser%2FSruotiamoci

Come avrete notato la foto qui sopra non è nuova di questo blog. Noi e il gruppo Sruotiamoci abbiamo molto in comune e condividiamo molte, se non stesse, ideologie.
La portavoce Loredana Longo che ricorderete in:

Loredana: "Un esempio anche per noi, che siamo seduti!";

PER CHI NON CONOSCE LA LESIONE SPINALE...;

La Lesione Spinale Deve Diventare Curabile (video realizzato dal gruppo per sensibilizzare l' Opinione Pubblica).

Ebbene, Loredana oltre ad essere una splendida persona e lottatrice, porta avanti le sue ideologie ed il suo gruppo fatto di persone e per persone che perseguono gli stessi obbiettivi su cui il gruppo è fondato.
Per tanto le iniziative sono molte...l' ultima, e speriamo sia l' inizio di tante altre, arriva dal Corriere della Sera. Un articolo dove finalmente si parla dei veri problemi legati alla lesione spinale cronica è stato pubblicato il 23/mar/2012 sul Corriere della Sera.it da Maria Giovanna Faiella:

venerdì 23 marzo 2012

ASCOLTIAMO DENNIS PER UNA CAUSA IMPORTANTE

23 Mar 2012
Il disegno di legge per la cura della paralisi ha bisogno del vostro sostegno ADESSO!




È possibile contribuire a guidare la carica per curare le paralisi inviando una e-mail (vedi sotto) per i tre membri dell'assemblea della California. Abbiamo bisogno del vostro aiuto per passare il finanziamento di questa parte moltoimportante della legislazione del 27 marzo 2012.


Ecco le informazioni 
da Don Reed's Stem Cell Battles blog.
Lo scorso anno, il finanziamento è stato tagliato per la California 
Roman ReedSpinal Cord Injury Research Act. Questa è la legge che ha finanziato i famosi"ratti paralizzati che hanno camminato di nuovo" ricerca sulle cellule staminaliche Christopher Reeve ha così spesso parlato.
Ma, ecco una grande notizia!
Assembly Bill 1657 Roman Reed Research Funding Act (Wieckowski, D-Fremont) è stata ufficialmente presentata oggi in California!
Abbiamo bisogno del vostro sostegno, il primo voto in commissione (
Pubblica Sicurezza) è Martedì prossimo, 27 marzo.


Abbiamo bisogno di 
una breve e-mail di sostegno (vedi sotto)



Contesto:
Il Roman Reed Spinal Cord Injury Research Act è stato firmato in legge CA nel 1999. Abbiamo fornito fondi statali pari a 1,5 milioni di euro all'anno da somministrare attraverso il sistema di UC a qualsiasi ricercatore in CAlavorando SCI o strettamente correlate. Il nostro programma è gestito presso laUC Irvine Christopher Reeve Center e il Roman Reed Nucleo di laboratorio èsupportato all'interno del Centro e fornisce in loco apparecchiature senza alcun costo ai nuovi ricercatori SCI o collaborazioni.
Supportati oltre 300 scienziati e personale, il nostro programma ha prodottooltre 125 
peer reviewed scoperte mediche, e hanno fornito il finanziamentoiniziale per un lavoro pionieristico del Dr. Hans Keirstead con il ri-isolare lacolonna vertebrale danneggiatalavori che sono diventati i Trials Geron!


Per supportare questa causa IMPORTANTE Dennis Tesolat ed il suo blog (StemCells&AtomBombs) ci danno la possibilità di farlo. Io oltre ad aver cercato di tradurre meglio che potevo, quanto sopra, vi mostro  l' estrema semplicità con cui compilare...
Cliccate qui    ☛          http://www.stemcellsandatombombs.blogspot.jp/    


...se tutto è andato bene riceverete un e-mail di conferma...
...Fine.

mercoledì 21 marzo 2012

QUELLO CHE IN POCHI DICONO


Come sempre i temi trattati riguardano il deviare da una realtà. 
Radicata da anni, decenni...l’ ideologia di “combattere” le barriere architettoniche, che di fatto limitano un ausilio artificiale all’ avanzamento inerziale, sembra uno dei soli concetti prettamente ottici da ribadire e sostenere.
Radicata da anni, decenni...l’ ideologia di “autonomia” pare essere un’ ambizione a cui aspirare, piuttosto di concretizzare che l’ autonomia per una vita indipendente auspicherebbe, definitivamente, il cessare l’ utilizzo di qualunque tipo di ausilio. Ovvero avere autonomia del proprio corpo.
Radicata da anni, decenni...l’ ideologia dell’ Opinione Pubblica è limitata e soffermata, per mancanza di informazione, alla mera visione di una carrozzina come unico difetto del disabile.
In questo tipo di società dove le ideologie (autonomia, barriere architettoniche, carrozzine...) sono così fortemente radicate, il disabile (chi ha avuto una lesione spinale) deve rassegnarsi ad una vita seduto in carrozzina, imparando ad auto-gestirsi il più possibile tramite qual si voglia tipologia di ausilio.
In questo tipo di società dove le ideologie...sono così fortemente radicate, le Unità Spinali giocano un ruolo fondamentale nell’ imporre un modello preconfezionato a stile di vita per ogni paziente. Tramite il successo o l’ insuccesso di ciò si viene etichettati come reintegrati o non reintegrati/disadattati.
In questo tipo di società dove le ideologie...sono così fortemente radicate, i Media (radio, televisione, giornali...) raccontano una verità fittizia, la quale non affronta il problema ma lo tampona, anestetizza, ponendo i paraocchi all’ opinione pubblica.  
Così facendo nasce un circolo vizioso dove il problema fondamentale non viene calcolato.
A tal proposito intendo fare alcuni esempi:
  • poniamo come “vera” la possibilità che la ricerca fissi come principe la scoperta per una cura degenerativa. Esempio lampante, estremamente attuale, la SLA (Sclerosi, Laterale, Amiotrofica). Considerata tra le maggiori malattie neuro-degenerative, essa ha valore d’ impatto a livello visivo. Come documentato anche la lesione cronica del midollo spinale è degenerativa, in quanto le problematiche dovute ad una lesione influiscono sulla vita media. L’ opinione pubblica lo sa? I Media lo dicono?
  • prendiamo un para-tetraplegico, ciò che una persona qualunque vede a primo impatto è la carrozzina. Essa  vede nel para-tetraplegico un handicap motorio non ben definito, dal quale dipenderà a vita. Vedendo come unico problema un deficit motorio inscindibile dalla carrozzina, trova come unico, e personalmente solo, problema le barriere architettoniche
  La maggior parte dei para-tetraplegici convive con dolori che raramente si alleviano anche solo per pochi giorni. Sotto il livello della lesione, oltre a non avere più sensibilità, non avere più padronanza di arti e muscoli, anche gli organi interni hanno le loro problematiche. Ciò significa dolori intestinali dovuti ad una non adeguata evacquazione sfinterica e una persistente paura di perdite incontrollate, continue infezioni urinarie (talvolta febbrili) dovute a cateterismi intermittenti (uno dei pochi modi per svuotare la vescica) o il depositarsi di vecchie feci site vicino alla vescica, termoregolazione interna che d’ estate accumula il calore e non sudando la temperatura sale (febbre, ipertermia) e d’ inverno il calore si disperde facilmente (ipotermia), dolori neuropatici, contrazioni/cloni/spasmi muscolari (dolorosi e a volte talmente forti da non riuscire a stare seduti in carrozzina), ipertono...devo continuare? Abbattiamo qualsiasi barriera, rendiamo esemplare il servizio di trasporto pubblico...e poi? tutti i problemi che ho elencato svaniscono? L’ opinione pubblica sa che la maggior parte delle volte non riusciamo a scendere dal letto (neanche uscire di casa) per questi motivi?

Con la stessa probabilità con cui io vi scrivo questo mio articolo da tetraplegico, voi potreste leggerlo intanto che avete una gamba, un braccio...ingessato, il punto che ci accomuna è identico: il trauma.
Concludo dicendo che curare la Lesione Cronica del Midollo Spinale è possibile. Occorre parlarne, informare e supportare la ricerca.
Ringrazio i Lettori di tutto il mondo per la stima dimostratami fino ad adesso.
Un Saluto,
F.L. 

martedì 13 marzo 2012

StemCells Inc.- SPERIMENTAZIONE CLINICA SULL' UOMO

Dopo la notizia dalla Spagna e, più precisamente, la collaborazione tra il Dr. Vaquero e l' associazione APINME sulla sperimentazione umana di cellule staminali per la riparazione del midollo spinale in forma cronica, possiamo vedere che anche una società americana (StemCells Inc.) si sta impegnando a tal proposito.
Utilizzando anche diversi tipi di cellule staminali, per il Dr.Vaquero cellule staminali stromali, mentre questa società utilizza cellule staminali adulte.

StemCells Inc. per riparare lesioni del midollo spinale

La società americana StemCells Inc. (STEM) ha presentato recentemente il prodotto HuCNS-SC cells, una composizione altamente purificata di cellule staminali neurali, attualmente in sviluppo clinico per le lesioni del midollo spinale e Pelizaeus-Merzbacher o PMD, un disturbo di mielinizzazione nei bambini.
Uno studio di Fase I / II di sperimentazione clinica di HuCNS-SC cells in una lesione cronica del midollo spinale è iniziato a marzo del 2011. Il trial clinico, che è il primo Studio di Cellule Staminali neurali nel midollo spinale, è stato progettato per reclutare pazienti con lesioni neurologiche dorsali ed è suddiviso in tre fasi sequenziali.
Il primo paziente è stato trapiantato lo scorso Settembre e la registrazione è stata co
mpletata nel dicembre 2011. Dopo il trapianto, i pazienti vengono valutati regolarmente per un periodo di 12 mesi al fine di monitorare e garantire la sicurezza e la tollerabilità delle cellule HuCNS-SC.
La sperimentazione si svolge presso l'Ospedale Balgrist dell' Università di Zurigo.

Visualizzazione ingrandita della mappa
Nel novembre del 2011, Geron Corp. (GERN), la prima società a ricevere l'approvazione FDA per una sperimentazione clinica con cellule staminali embrionali, ha abbandonato la sua fase I di sperimentazione con cellule, in pazienti lesionati soprattutto per motivi finanziari.
La differenza di sperimentazioni cliniche tra StemCells e Geron si trova nel tipo di cellule staminali; mentre Geron ha utilizzato cellule staminali embrionali, StemCells sta utilizzando cellule staminali adulte (non embrionali), nei loro esperimenti. 


N.B.
Ringrazio Francesco Lebrino che ha tradotto l'articolo pubblicato da FENEXY www.fenexy.org

il 10-03-2012
Il sito di StemCells Inc. che annuncia la ricerca www.stemcellsinc.com